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Pellegrini in Terra Santa - La seconda tappa del viaggio
«Il viaggio a Gerusalemme sarà un viaggio per ritrovare voi stessi. Ripercorrendo i passi del popolo ebraico, e di Gesù, rivedrete voi stessi e il vostro rapporto con Dio, e capirete se a questo punto della vostra vita siete come Abramo, nella prova, o nel deserto, in ricerca, o siete già giunti alla terra promessa e vivete il vostro rapporto con Dio nelle difficoltà e nelle gioie della quotidianità». Queste le parole di Don Nino Montesanto, guida in Terra Santa, ai pellegrini che tra meno di due settimane vivranno il pellegrinaggio più importante per la vita di un Cristiano.
Venerdì 16 luglio, Madonna del Carmelo, si è tenuto il secondo dei due incontri preparatori organizzati da P. Salvo Consoli, Direttore dell’UPG per i giovani in partenza il prossimo 3 agosto. Dopo i tre giorni trascorsi in Galilea, ci eravamo lasciati sulle rive del Mar Morto. Lì osserveremo le grotte che sono state oggetto dei più importanti ritrovamenti archeologici dello scorso secolo, i rotoli di Qumran appunto, che conservatisi per più di duemila anni, hanno fornito la prova della accuratezza con la quale, i testi sacri, sono stati tramandati sino ad oggi. «Recentemente» rivela Don Nino, «sono state scoperte, tra i rotoli, le date di servizio delle 24 classi sacerdotali. La classe di Abia, alla quale apparteneva Zaccaria, padre di Giovanni Battista, prestava servizio nel mese di settembre (Lc 1, 8-9). Dopo il periodo di servizio i leviti avevano l’obbligo di tornare a casa a “rendere liete le mogli”. Se Elisabetta fosse rimasta incinta nel mese di settembre, il sesto mese per lei sarebbe stato proprio “marzo”, quando anche la Madre del Redentore, per il Sì all’Angelo rimane incinta (Lc 1, 26-44). Così sarebbe realistico ipotizzare la nascita di Gesù come realmente avvenuta nel mese di dicembre, senza dover necessariamente ricorrere all’ipotesi di una volontà di sostituire una festa cristiana ad una pagana». Continuando il pellegrinaggio, attraverso il deserto di Giuda giungeremo in Giudea. Il deserto, luogo di silenzio, ha accolto, durante i primi secoli dopo Cristo centinaia e centinaia di eremiti che si ritiravano a vivere nell’essenzialità. Col tempo gli stessi eremiti, decisero di radunarsi in cenobi, per condividere i momenti di preghiera, e così, oggi, lungo i Wadi, canaloni che attraversano il deserto come la Valle del Cedron o il Wadi Kelt, vediamo quegli stupefacenti monasteri ricavati scavando nella roccia. Poi, in 25 chilometri risaliremo di 1200 metri, da Gerico a Gerusalemme, ripercorrendo al contrario la strada che fece l’uomo attaccato dai briganti e curato dal Samaritano (Lc 10, 30-35). Prima di arrivare, sosteremo a Betania, la città di quei cari amici di Gesù, Lazzaro, Marta e Maria, dove Gesù si recava spesso prima di entrare nella confinante Gerusalemme (Luca 10, 38-42 e Matteo 26, 6-13). Oggi, la cittadina, appartiene ai palestinesi, e dunque è molto povera, ed è separata dalla vicina grande città da un muro di sicurezza costruito dagli israeliti. Nello stesso giorno visiteremo Betlemme, dove la più antica Chiesa cristiana, fatta costruire da S. Elena, madre di Costantino, si erge al di sopra della Grotta della Natività (Lc 2, 6-7). Poi finalmente l’ingresso attraverso una delle 8 porte della Città centro della storia cristiana. A Gerusalemme, visiteremo il Cenacolo, e ci raccoglieremo in preghiera nel luogo dell’istituzione dell’Eucaristia (Lc 22, 10-13). Questo nonostante il divieto degli Israeliti, i quali, ritenendo che il Cenacolo si trovi sopra un’antica tomba di Davide, vietano ai cristiani ogni celebrazione nel luogo. In proposito Don Nino racconta dell’unica occasione in cui fu concesso di celebrare l’Eucaristia: Papa Giovanni Paolo II pose questa unica condizione al suo viaggio in Israele, e visse il momento con grande commozione. Visiteremo la Basilica della “Dormitio Mariae”, dove Maria si addormentò prima di essere assunta in cielo. Tappa importante sarà poi il cammino a piedi verso l’orto degli ulivi, e in particolare verso la grotta Getzemani, un antico frantoio ricavato in una cavità naturale nel podere di Giovanni Marco, l’evangelista. Sul Monte degli ulivi, dove Gesù sudò sangue, accettando il suo Martirio come via per la nostra salvezza (Lc 22,39-44), e dove oggi sorge la Basilica dell’Agonia, P. Salvo insieme a P. Dario e P. Mario, rispettivamente resp. PG di ME ed Acireale, celebreranno la S. Messa. Infine, l’ultimo giorno, dopo la Via dolorosa, la Via Crucis (Mc 15, 22), giungeremo al vero centro del mondo, il Santo Sepolcro, che gli ortodossi chiamano il luogo della Risurrezione (Lc 23, 50-53 e Mt 28, 1-8). Anche nel luogo testimone della vittoria di Cristo sulla morte e sul male, parteciperemo al mistero della Risurrezione nella Celebrazione Eucaristica, con la quale concluderemo il nostro pellegrinaggio. Chiediamo di accompagnarci con la preghiera. Noi, d’altro canto, saremo lieti di pregare perché questa esperienza possa quanto prima essere condivisa da ciascuno di voi.
Marianna Nicotra |
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Pellegrini in Terra Santa
Il viaggio verso Gerusalemme, per calcare la terra nella quale il Verbo si è incarnato, ha affascinato da sempre ogni Cristiano, che pur senza precetti, ha desiderato di poter compiere almeno una volta nella sua vita il pellegrinaggio verso la Città Santa. Nessuno se non Gesù Cristo è stato Dio in terra. E se già i luoghi delle apparizioni mariane commuovono e convertono sin nel profondo, quanto più i luoghi in cui Maria e Gesù hanno vissuto le esperienze che hanno fatto dell’umanità un’umanità nuova. Partiremo il 3 agosto prossimo i centoventi giovani pellegrini della Diocesi di Catania, con altrettanti giovani delle Diocesi di Messina e Acireale, che accompagnati dai tre direttori di Pastorale Giovanile, Don Salvo Consoli, Don Dario Mostaccio e Don Mario Gullo, e dal diacono Don Nino Montesanto, che per il gruppo di Catania sarà la guida, avremo il privilegio di attraversare la Palestina sulle orme di Gesù di Nazareth: tre giorni in Galilea e cinque in Giudea. Non partiremo in nave, ci aspetta un comodo aereo; non attraverseremo a piedi vastissimi territori, avremo pullman e jeep, non sarà il pellegrinaggio del medioevo, in cui si partiva senza sapere quanto si sarebbe stati via.Ma anche nel 2010, i pellegrini ne sono certi, incontrare Cristo oggi, conoscendo meglio la Sua vita, sarà un’esperienza che cambierà la loro vita. E allora zaino in spalla, sandali, scarpe da trekking, cuore spalancato ad ascoltare la Sua voce, e via alla volta di Tel Aviv. Due incontri pro-pellegrinaggio, organizzati dallo stesso P. Salvo, sono stati proposti per preparare i pellegrini all’esperienza che li attende: il primo si è tenuto lo scorso 9 luglio, il secondo si terrà giorno 16, festa della Madonna del Carmelo, alla quale i giovani in partenza si rivolgono per averne una materna benedizione. Don Nino, guida di Terra Santa e relatore dei due incontri, ha così introdotto: «Il pellegrinaggio è l’ascesa verso un Luogo Santo, in un Tempo Santo, per incontrare la Parola che Salva. Già Mosè si era tolto i calzari per calpestare un Suolo che Dio gli aveva detto essere Santo. In Israele ogni sasso è Santo, ogni pietra racconta un episodio biblico, che ci illuminerà lungo il nostro pellegrinaggio». Noi pellegrini atterreremo all’aeroporto internazionale di Ben Gurion, che sorge a Lod – in italiano Lidda – la città di S. Giorgio cavaliere in cui San Pietro guarì il paralitico Enea (Atti 9, 32-35). Si muoveranno verso Haifa, per salire sul Monte Carmelo, il Monte di Elia padre della spiritualità Carmelitana (1Re 18, 17-40). Da lì si andrà a Tel Aviv “Collina Fiorita”. Una vera e propria città d’occidente, sorta negli ultimi 100 anni, in merito alla quale Don Nino rivela: «in Israele c’è un detto: a Gerusalemme si prega, a Tel Aviv ci si diverte e adHaifa si lavora». Il secondo giorno sarà la “giornata del lago”: i pellegrini si recheranno infatti sul Lago di Galilea, che attraverseranno in battello.Durante l’attraversamento, assecondando la richiesta di un pellegrino australiano che farà parte della comitiva (frutto dell’amicizia nata durante GMG di Sidney 2008), P. Salvo ha promesso di celebrare la Santa Messa a bordo. Dal Lago i pellegrini giungeranno alla Collina delle Beatitudini, sulla quale Gesù amava ritirarsi in preghiera. Ai piedi di questa visiteranno Tabga, il luogo della moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15), poi il luogo del Primato di Pietro, nel quale Gesù Risorto si manifestò ai discepoli (Gv 21, 4-19), e infine Cafarnao, dove visse Pietro e dove Gesù andò ad abitare dopo aver lasciato Nazaret (Mt 4, 12-17). Attraverso la valle di Esdrelon, dopo essere saliti sul monte Tabor (molti hanno già espresso il desiderio di compiere a piedi la scalata, come Gesù, Pietro Giacomo e Giovanni cfr. Mt 17, 1-8) e aver visitato la chiesa della Trasfigurazione, giungeremo all’antica cittadina di Nazareth. Lì pregheremo nel Santuario Basilica dell’Annunciazione, la cui cripta è stata costruita intorno piccola grotta nella quale per il «sì» di Maria Dio fu concepito. Non vi troveranno la parte in muratura, la stanza antistante le grotte nelle quali i nazareni abitavano, perché, lo sappiamo, si trova a Loreto. Visiteranno poi la casa di Giuseppe, e la Fontana della Vergine, presso la quale, è provato storicamente, Maria si recava ad attingere. Andremo a Cana, la città del primo miracolo, e visiteremo la casa di Natanaele, l’apostolo (Gv 1, 45-50; 21:2) «e forse – rivela Don Nino, col tono di chi dà un’esclusiva – il matrimonio era proprio il suo». Il quarto giorno muoveremo verso Wadi Araba, la Valle che conduce dal Lago di Galilea al Mar Morto (la stessa Araba che in Ez6, 10 accoglierà la sorgente che viene da Dio e risana tutte le acque, perfino quelle del Mare che per la sua salinità non permette la vita). Nel Mar Morto, a 400 metri sotto il livello del mare, i pellegrini avranno la possibilità di immergersi. Quella notte poi, dormiremo in tenda sotto le stelle della Terra Santa. E poi? Il resto del viaggio sarà presentato la prossima settimana. Ci seguirete ancora nella “seconda puntata” della loro preparazione, prima di accompagnarci realmente, nell’ormai prossimo mese di agosto.
Marianna Nicotra |
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Da Loreto a Catania: i giovani rinnovano il loro “eccomi” con Maria di Nazareth
Tre giovani dell’Ufficio per la Pastorale dei giovani dell’Arcidiocesi di Catania nei giorni in cui hanno partecipato all’VIII edizione dell’Agorà dei giovani del Mediterraneo, tenutasi a Loreto nel mese di settembre dello scorso anno, hanno comperato una statuetta della Madonna di Loreto. Consegnata al direttore, P. Salvo Consoli, dopo un momento di preghiera tenutosi alla Roccia di Belpasso l’8 settembre dello scorso anno con due giovani greci ospitati in Diocesi da noi, ha ritenuto opportuno che tale statuetta non rimanesse in pianta stabile nella Chiesa, Ss.mo Sacramento al Duomo di Catania, sede dell’UPG, ma che, settimanalmente, peregrinasse per le case dei membri dello stesso Ufficio con lo scopo di tenere collegati in preghiera tutti i suoi membri e potesse, nel contempo, aiutare a pregare le famiglie ospitanti.
Nell’ultima settimana di giugno, dopo la preghiera a casa di Luca Trifilò a Tremestieri Etneo, P. Salvo, su suggerimento dello stesso Luca, ha esordito dicendo che la statua della Vergine Lauretana avrebbe dovuto visitare il XV vicariato e, precisamente a Maletto, e fermarsi a casa mia.
Lì per lì rimasi meravigliata e senza parole mentre P. Salvo poneva nelle mie mani la piccola statua mariana, e stringendomela stretta al petto improvvisamente fui riempita di una gioia indescrivibile mentre balbettavo poche e disconnesse parole di gratitudine e di gioia.
Tali sentimenti furono condivisi dai miei familiari quando sono rientrata a Maletto il fine settimana e, insieme abbiamo fatto i preparativi e gli inviti per la recita del S. Rosario meditato fissato per il 3 luglio alle ore 21:00.
All’ora stabilita circa trenta persone, di tutte le età, si sono raccolte in preghiera sul terrazzo di casa mia attorno al piccolo altarino con la vergine lauretana, adornato con fiori e luci, sotto un cielo stellato e, quasi a vigilare, i campanili illuminati delle tre chiese locali ben visibili dal luogo di preghiera.
Nel corso della recita dei misteri gaudiosi del S. Rosario meditato e dei canti in onore della Vergine Maria, siamo stati guidati dalla madre celeste, come bambini dalla più tenera delle madri, alla comprensione del mistero dell’incarnazione del suo Figlio e nostro SignoreGesù Cristo.
Siamo stati aiutati a meditare sull’umiltà della Vergine Maria, sulla sua totale ed incondizionata adesione alla proposta di Dio, pur nell’incomprensione immediata di un così grande mistero, alle sue premure nei confronti della cugina Elisabetta, alla sua immensa gioia nell’abbracciare il bambino Gesù, all’osservanza della legge di Dio nella presentazione di Gesù al tempio e, infine, all’angoscia ed al sollievi provati per lo smarrimento ed il ritrovamento di Gesù giovanetto.
Dopo la preghiera ci siamo intrattenuti a condividere un momento di gioiosa convivialità e ciascuno ha espresso la propria gioia di essere stato presente nella preghiera e nella lode alla Santa Vergine Lauretana esprimendo il desiderio di ripetere in futuro tale gioiosa esperienza.
Claudia Mazzeo |
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