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Pellegrini in Terra Santa


Il viaggio verso Gerusalemme, per calcare la terra nella quale il Verbo si è incarnato, ha affascinato da sempre ogni Cristiano, che pur senza precetti, ha desiderato di poter compiere almeno una volta nella sua vita il pellegrinaggio verso la Città Santa.
Nessuno se non Gesù Cristo è stato Dio in terra. E se già i luoghi delle apparizioni mariane commuovono e convertono sin nel profondo, quanto più i luoghi in cui Maria e Gesù hanno vissuto le esperienze che hanno fatto dell’umanità un’umanità nuova.
Partiremo il 3 agosto prossimo i centoventi giovani pellegrini della Diocesi di Catania, con altrettanti giovani delle Diocesi di Messina e Acireale, che accompagnati dai tre direttori di Pastorale Giovanile, Don Salvo Consoli, Don Dario Mostaccio e Don Mario Gullo, e dal diacono Don Nino Montesanto, che per il gruppo di Catania sarà la guida, avremo il privilegio di attraversare la Palestina sulle orme di Gesù di Nazareth: tre giorni in Galilea e cinque in Giudea. Non partiremo in nave, ci aspetta un comodo aereo; non attraverseremo a piedi vastissimi territori, avremo pullman e jeep, non sarà il pellegrinaggio del medioevo, in cui si partiva senza sapere quanto si sarebbe stati via.Ma anche nel 2010, i pellegrini ne sono certi, incontrare Cristo oggi, conoscendo meglio la Sua vita, sarà un’esperienza che cambierà la loro vita. E allora zaino in spalla, sandali, scarpe da trekking, cuore spalancato ad ascoltare la Sua voce, e via alla volta di Tel Aviv.
Due incontri pro-pellegrinaggio, organizzati dallo stesso P. Salvo, sono stati proposti per preparare i pellegrini all’esperienza che li attende: il primo si è tenuto lo scorso 9 luglio, il secondo si terrà giorno 16, festa della Madonna del Carmelo, alla quale i giovani in partenza si rivolgono per averne una materna benedizione.
Don Nino, guida di Terra Santa e relatore dei due incontri, ha così introdotto: «Il pellegrinaggio è l’ascesa verso un Luogo Santo, in un Tempo Santo, per incontrare la Parola che Salva. Già Mosè si era tolto i calzari per calpestare un Suolo che Dio gli aveva detto essere Santo. In Israele ogni sasso è Santo, ogni pietra racconta un episodio biblico, che ci illuminerà lungo il nostro pellegrinaggio».
Noi pellegrini atterreremo all’aeroporto internazionale di Ben Gurion, che sorge a Lod – in italiano Lidda – la città di S. Giorgio cavaliere in cui San Pietro guarì il paralitico Enea (Atti 9, 32-35). Si muoveranno verso Haifa, per salire sul Monte Carmelo, il Monte di Elia padre della spiritualità Carmelitana (1Re 18, 17-40). Da lì si andrà a Tel Aviv “Collina Fiorita”. Una vera e propria città d’occidente, sorta negli ultimi 100 anni, in merito alla quale Don Nino rivela: «in Israele c’è un detto: a Gerusalemme si prega, a Tel Aviv ci si diverte e adHaifa si lavora».
Il secondo giorno sarà la “giornata del lago”: i pellegrini si recheranno infatti sul Lago di Galilea, che attraverseranno in battello.Durante l’attraversamento, assecondando la richiesta di un pellegrino australiano che farà parte della comitiva (frutto dell’amicizia nata durante GMG di Sidney 2008), P. Salvo ha promesso di celebrare la Santa Messa a bordo.
Dal Lago i pellegrini giungeranno alla Collina delle Beatitudini, sulla quale Gesù amava ritirarsi in preghiera. Ai piedi di questa visiteranno Tabga, il luogo della moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15), poi il luogo del Primato di Pietro, nel quale Gesù Risorto si manifestò ai discepoli (Gv 21, 4-19), e infine Cafarnao, dove visse Pietro e dove Gesù andò ad abitare dopo aver lasciato Nazaret (Mt 4, 12-17).
Attraverso la valle di Esdrelon, dopo essere saliti sul monte Tabor (molti hanno già espresso il desiderio di compiere a piedi la scalata, come Gesù, Pietro Giacomo e Giovanni cfr. Mt 17, 1-8) e aver visitato la chiesa della Trasfigurazione, giungeremo all’antica cittadina di Nazareth. Lì pregheremo nel Santuario Basilica dell’Annunciazione, la cui cripta è stata costruita intorno piccola grotta nella quale per il «sì» di Maria Dio fu concepito. Non vi troveranno la parte in muratura, la stanza antistante le grotte nelle quali i nazareni abitavano, perché, lo sappiamo, si trova a Loreto. Visiteranno poi la casa di Giuseppe, e la Fontana della Vergine, presso la quale, è provato storicamente, Maria si recava ad attingere.
Andremo a Cana, la città del primo miracolo, e visiteremo la casa di Natanaele, l’apostolo (Gv 1, 45-50; 21:2) «e forse – rivela Don Nino, col tono di chi dà un’esclusiva – il matrimonio era proprio il suo».
Il quarto giorno muoveremo verso Wadi Araba, la Valle che conduce dal Lago di Galilea al Mar Morto (la stessa Araba che in Ez6, 10 accoglierà la sorgente che viene da Dio e risana tutte le acque, perfino quelle del Mare che per la sua salinità non permette la vita). Nel Mar Morto, a 400 metri sotto il livello del mare, i pellegrini avranno la possibilità di immergersi. Quella notte poi, dormiremo in tenda sotto le stelle della Terra Santa.
E poi? Il resto del viaggio sarà presentato la prossima settimana. Ci seguirete ancora nella “seconda puntata” della loro preparazione, prima di accompagnarci realmente, nell’ormai prossimo mese di agosto.

Marianna Nicotra

 
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