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Pioggia battente, sui passi di Sant’Agata…
Sabato sera. Sospesa la partita ed anche la processione. Si chiude con un pareggio, allo stadio, e si termina con la veglia di preghiera, in Cattedrale: 20:45-22:00. Pioggia battente per tutti, non ci si può arrabbiare. I giovani dell’UPG, che hanno appena rinnovato il loro sì al Signore, insieme a sant’Agata, accettano la decisione presa: niente processione! Ma dopo un breve ripensamento, ecco riaffiorare lo slancio giovanile: niente processione, niente evangelizzazione per le vie della città, ma un paio d’ore di adorazione, nella bellissima chiesa della Collegiata. Ha le porte aperte fino a mezzanotte. Che gioia! Non possiamo perderci questa opportunità, dicono in molti. Al gruppo, si aggrega qualcuno, arrivato in ritardo, ma felice di potersi godere una sosta spirituale.
Ci si riscalda, davanti al Santissimo. Lui è lì, sull’altare, per dirci tutto il suo amore, la sua tenerezza, la sua cura. I giovani sostano in silenzio. Pregano da soli. Tornano a salmeggiare e cantare. Si crea un bellissima vicinanza nella fede. Spontaneamente, qualcuno si avvicina all’altare, si inginocchia, lascia un pensiero scritto: un’invocazione, un grazie, un frammento di vita vissuta, un pensiero accorato per il mondo, le famiglie in difficoltà, i giovani senza futuro. Ancora silenzio, adorazione, canto e preghiera. La sua Parola entra nell’anima. Rasserena, rincuora, fa ardere di speranza nel buio della notte, così denso a Catania, nonostante le luminarie accese. Sant’Agata è con noi, giovane tra i giovani. Sembra dirci, sussurrando: “E’ così che si cresce, si respira meglio, si ritrova lo slancio per ripartire. E’ così che si impara ad amare, a testimoniare con coraggio la bellezza e la forza della fede. E’ così che si celebra il senso di una vita donata, per amore. Il velo, rosso sangue, è solo il segno di una decisione presa intimamente: vivere con Cristo. Come Lui, testimoniate che è possibile rimanere liberi dentro. Liberi dalle seduzioni della carne, del potere e della carriera a tutti i costi: vita facile, a lungo andare deludente. Siate saggi e prudenti. Non tutti gli adulti cercano il vostro bene. Avvicinatevi e chiedete aiuto soltanto a chi vi può dare una mano a traghettare verso il futuro. Sono tra voi. Quest’anno, vista la pioggia, mi metto io, Agata, suo vostri passi. Non sopporto l’idea che qualcuno vi inganni con facili promesse o che altri strumentalizzino la vostra incertezza e precarietà. Siate gelosi della vostra integrità psicologica, morale e spirituale. Consegnate la vostra vita soltanto a Cristo e camminate con la chiesa, nella chiesa. Fatela rivivere con la vostra giovinezza, il vostro entusiasmo, il vostro esserci. Aiutatela a mantenere le porte aperte... ”.
La “porta della fede” (At 14,27) torni a farsi vedere e sentire, a parlare al cuore della gente avvolta nella spirale della violenza, del dubbio, della solitudine, della fatica di vivere. Porte aperte nella chiesa, perché il cuore di tutti trovi respiro e calore. Lo chiedono i giovani di tutto il mondo, a Madrid come a Catania, più sommessamente. Lo chiede con forza la chiesa tutta, nella voce dei suoi pastori. “Con preoccupazione, non soltanto fedeli credenti, ma anche estranei osservano come le persone che vanno regolarmente in chiesa diventino sempre più anziane e il loro numero diminuisca continuamente; come ci sia una stagnazione nelle vocazioni al sacerdozio; come crescano scetticismo e incredulità. Che cosa, dunque, dobbiamo fare? Esistono infinite discussioni sul da farsi perché si abbia un’inversione di tendenza. E certamente occorre fare tante cose. Ma il fare da solo non risolve il problema. Il nocciolo della crisi della Chiesa in Europa è la crisi della fede. Se ad essa non troviamo una risposta, se la fede non riprende vitalità, diventando una profonda convinzione ed una forza reale grazie all’incontro con Gesù Cristo, tutte le altre riforme rimarranno inefficaci. (Benedetto XVI, 22 dicembre 2011, ai Cardinali). Parole incisive che arrivano a noi attraverso la voce, ferma e soave, del Cardinal Salvatore De Giorgi, invitato dal nostro Vescovo a presiedere il momento di preghiera, in Cattedrale. Siano parole da meditare e custodire nel cuore, durante le feste agatine, e non solo. Pioggia battente, quest’anno, sui passi di sant’Agata!
Sr. Santina Marini |