XXIV Pentecoste dei Giovani

XXIV Pentecoste

dei Giovani


26-27 Maggio 2012

Viagrande



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Le Piccole Sorelle del Vangelo propongono un ritiro internazionale per le giovani tra i 20 e i 35 anni

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26 dicembre 2011 – 1 gennaio 2012 Pierrefitte (Parigi)


http://www.piccole-sorelle-del-vangelo.org

Ufficio per la Pastorale Giovanile - Catania

 

 


 

 

 


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Verso la Pentecoste dei Giovani 2012 a Viagrande

LA VEGLIA DI PREGHIERA E L’EVANGELIZZAZIONE DI STRADA DEL 31 MARZO

Il 31 marzo, sera, l’UPG si ritrova in Cattedrale per una Veglia di preghiera. E’ la Veglia per i missionari martiri, ma anche quella che segna il passaggio della croce dei giovani tra le parrocchie di Picanello, che hanno ospitato la Pentecoste dei Giovani nel 2011, e la Parrocchia di Viagrande che, il prossimo 27 maggio, sarà lo scenario dell’evento versione 2012. Una veglia semplice ma ricca di significato, come sempre si caratterizzano i momenti di preghiera per i missionari martiri. Mi colpiscono i volti dei presenti, giovani per la maggior parte, volti che esprimono l’esigenza di ricercare Dio e di trovarlo attraverso le testimonianze mute di uomini e donne che hanno dimostrato il loro credo con il loro sangue. La veglia, volgendo al termine, offre l’altro momento previsto, molto toccante. Il passaggio della croce di Pentecoste avviene nel silenzio, si esplicita in un atto immediato ma che fa avvertire una grande tensione spirituale. I giovani di Picanello spingono la croce tra le braccia dei ragazzi di Viagrande quasi fondendosi con essa e quasi abbracciando, insieme alla croce, anche i giovani che la accolgono, che a loro volta la prendono incrociando le braccia, gli occhi e quasi il cuore con coloro che la cedono. Sono tanti i rappresentanti della Parrocchia di Viagrande, un intero pulmann pieno di giovani con in testa il parroco, il nostro Padre Alfio Bonanno, membro dell’equipe dell’UPG, e addirittura il vicesindaco della città, che viene a sostenere, con la presenza e la preghiera, le speranze della società futura del suo paese.

Perché i due momenti sono stati celebrati insieme? Certamente, si inizia a esplicitare la volontà di lavorare insieme, senza frammentazioni. Ma c’è un significato molto più profondo: l’esperienza dei missionari martiri ci ricorda che oggi essere veramente cristiani è essere controcorrente, è un voler pensare con la propria testa, è un voler porre la propria attenzione alle cose vere della vita, è battersi per un mondo migliore e più giusto. E questo spesso lo si paga con le incomprensioni, con l’isolamento, con la propria vita.

Termina la Veglia tra la commozione e i saluti, e ci si dirige verso la Chiesetta dei Giovani in Via Biscari per l’evangelizzazione di strada prevista. Prevista, si, certo…ma preparata in fretta e senza nessuna assicurazione di successo. Gli eventi ci incalzano, e spesso non c’è il tempo di fermarsi a comporre con serenità i singoli momenti, prevedendo tutto e non lasciando nulla al caso. “Stolti e tardi di cuore a credere alle parole dei profeti” dice Gesù ai discepoli di Emmaus, e ripete a noi quando non ci affidiamo a Lui. Anch’io “stolto e tardo di cuore”, mi sono avviato a questa evangelizzazione per la quale non mi ero assolutamente preparato per motivi di tempo, della quale conoscevo le dinamiche solo per sentito dire, e per la quale avevo sentito solo le recriminazioni di chi avrebbe preferito avere più tempo per una maggiore e più puntuale preparazione. “Risposero, col volto triste” i discepoli a Gesù, che disse “stolti e tardi di cuore” . Ecco, semplicemente: l’evangelizzazione è perfettamente riuscita, è stata proficua e bellissima, avendo dato, nel suo piccolo, la possibilità a diversi giovani di accostarsi all’adorazione eucaristica, alla Parola di Dio e al sacramenti della riconciliazione. Abbiamo terminato molto tardi, ma eravamo tutti pieni di Gesù che era rimasto con noi, come con i discepoli di Emmaus, e come loro “ci ardeva il cuore nel petto” mentre la notte piena di luce andava avanti. Sono momenti di grazia, e noi non possiamo non piegare la fronte a Lui che ci ricolma di gioia, proprio come quei discepoli che, invertita la rotta, tornarono verso Gerusalemme con i volti circonfusi di gioia.

Un caldo abbraccio a tutti

don Salvo Gulisano, direttore UPG

 

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